IL CORSIVO – RIFORMA GIUSTIZIA: QUEL POST DEL SEGRETARIO ANM

È del tutto normale e decisamente legittimo che il segretario dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) – Rocco Gustavo Maruotti – possa essere personalmente contrario alla riforma della Giustizia elaborata dal ministro Nordio, adottata dal governo, votata a maggioranza dal Parlamento e passata al vaglio del Referendum fissato per il 22 e 23 marzo prossimi.

È del tutto anormale, scorretto, offensivo delle istituzioni, paradossale, terrorismo psicologico – invece – che lo stesso segretario dell’Anm, riferendosi ai gravissimi fatti di Minneapolis, sostenga attraverso un post, letteralmente, che “Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella democrazia al cui sistema giudiziario è ispirata la riforma Meloni-Nordio”.

Poco conta che il dottor Maruotti si sia poi pentito d’aver pubblicato ciò che ha pubblicato, ed abbia fatto scomparire il post dai social in men che non si dica. Anzi, per dirla tutta, questo gesto apparentemente riparatore racconta la proverbiale pezza peggiore del buco. Rivela, in buona sostanza, che il vero problema del segretario Anm non è ciò che ha scritto, ma il retropensiero che lo ispirava mentre scriveva. Sicché, nel merito, al di là della specifica Riforma, il concetto “fuggito” dalla mente del Pm lascia indovinare un pregiudizio politico al quale soprattutto chi amministra la giustizia dovrebbe sapersi sottrarre.

Ma tant’è. Il grande rischio di questo Referendum è che la materia sulla quale siamo chiamati ad esprimerci passi in second’ordine rispetto all’obiettivo dei partiti d’opposizione di dare la spallata al governo. Tutto sommato, un’occasione perduta per offrire ai cittadini la rappresentazione della Riforma Giustizia non viziata dall’eccesso di politicizzazione per fini squisitamente strumentali. Peccato.

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