IL CORSIVO – METAL DETECTOR A SCUOLA: UNA SCELTA RESPONSABILE
L’obiettivo dichiarato è garantire che i processi di formazione degli studenti e il lavoro del personale docente e ausiliario nelle scuole italiane siano protetti dalla massima sicurezza, perché “la sicurezza è la condizione della autentica libertà”. A questo fine, il mezzo più efficace è “rafforzare la prevenzione e il contrasto di fenomeni di illegalità nelle scuole”.
Si ispira a questi principi la circolare per l’uso del metal detector firmata dai ministri dell’Interno e dell’Istruzione, Piantedosi e Valditara.
Il provvedimento arriva dopo gli episodi di violenza registrati in alcuni istituti scolastici, ultimo e tragico l’accoltellamento mortale all’interno del “Domenico Chiodo” di La Spezia.
L’adozione del metal detector è rigorosamente disciplinata. Intanto va richiesta dai dirigenti scolastici in presenza di oggettive situazioni di rischio valutate attraverso interlocuzioni con le prefetture e le questure. In secondo luogo, non si può prescindere dal “rispetto della normativa vigente e dai diritti fondamentali delle persone”. C’è poi l’affermazione ineludibile che “l’attività di controllo è affidata ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti interessati”.
Come ogni provvedimento, l’efficacia concreta dipende moltissimo da come la misura viene attuata. Il ruolo centrale è affidato in tutta evidenza ai dirigenti scolastici e ai prefetti. I Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica saranno i luoghi naturali “di analisi e sintesi delle coordinate generali dell’attività di vigilanza e controllo”. Non può sfuggire, tuttavia, l’importanza che in questa delicata “operazione sicurezza” avranno il contributo pedagogico del corpo insegnante e il senso di responsabilità delle famiglie e degli stessi studenti. Girarsi dall’altra parte, di fronte a situazioni scomode, nelle scuole come altrove, è un “lusso” che non possiamo più consentirci, pena l’imbarbarimento dei rapporti umani e la progressiva disgregazione sociale. Una maggiore riflessione su questo tema – nelle scuole, nelle istituzioni, sui luoghi di lavoro e nelle sedi politiche – sarebbe già un segnale di buona volontà per acquisirne piena consapevolezza
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